sabato 12 ottobre 2013

La Diabolica Commedia (ovvero: del contrappasso)


Si gioca pesante:
nel mio letto c'è il fiato di un'altra ansante.
nel mio letto c'era il corpo di una donna ansimante.
Che non ero io.

Ma ci sono io.
Qui,
adesso,
senza te.
Con il sesso che trapela
da ogni parte
dalla porta del bagno
ai cassetti
rimbalza sugli spigoli
s'annida negli anfratti
dai comodini
alle spine
fino a dirmi i tuoi non detti.

Rimbalza su ogni istante
in cui lei è stata qui
tra le tue braccia
godente.

Sì lo so.
Forse,
non significa niente.

E sapere
che io proprio
ti ho spedito
laddove tu hai deciso
fatto ardito
col tuo corpo
che io amo
che io tocco
ogni volta
come fosse 
instancabile
eterno
irrinunciabile
rito.

Brucia la pelle
a contatto
col mio letto.
Che mio non è,
ma tuo.
Che mio non sei,
ma suo?

E tutto questo
sapendo
che son io
che l'ho voluto.

Il contrappasso
che accetto
che merito
che ammetto
che persino

riesce a darmi aiuto. 

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