sabato 19 ottobre 2013

TO ANY, AND THERE ARE MANY


To any man who's not you
I say: "goodbye, bye bye".
To any lip that's not yours
I say: "be part aside".
To any eye that glances
I say: "look through, you'll see
the man I love is deep inside
where he belongs to be".

To any moon that shines
I yell your name and smile.
To any sun that rises
I want to be at your side.
To any star I see
I say that you are mine.
To any cloud that blows
I say that I am yours.

To any place I go
I search your pretty face.
To any street I walk
I step towars your grace.
To any horoscope
I say: I run my race.
To any house I go
I say: "It's not my home,
there's always something missin'
where my true love is gone".

My home is where you are
no matter what will be.
My full joy is your hand on me
caressing all my skin.
My crazyness is being a fool
pretending is not like this.

My heart will dwell with you
for all rest of good life.
I'd rather be a corpse dead
instead not being your wife.

13.10.13


NEL LETTO DEL NOSTRO LETTO

Una mancanza di rispetto
un dolore che io accetto
Hai avuto anche del tatto
cambiando le lenzuola
ma non avrei previsto
di ridormirci sola.

Dimostrarti che so
svegliarmi al mattino
col solo scopo di
averti più vicino.
Non dormire per non farlo
non dormire mai abbastanza
per mostrare a me che merito
di essere una stronza.

Dormire in questo letto
sarà la mia tortura
sapere che qui dentro
hai avuto un'altra cura.

Non piangere perchè
a questo ti ho portato.
Lo specchio in cui mi guardo
infine si è spezzato.

Mi strapperei le labbra
che altri hanno baciato.
Mi strapperei le mani
che altri hanno toccato.

Ho voglia di morire
perchè
io
ti
ho
lasciato.


sabato 12 ottobre 2013

La Diabolica Commedia (ovvero: del contrappasso)


Si gioca pesante:
nel mio letto c'è il fiato di un'altra ansante.
nel mio letto c'era il corpo di una donna ansimante.
Che non ero io.

Ma ci sono io.
Qui,
adesso,
senza te.
Con il sesso che trapela
da ogni parte
dalla porta del bagno
ai cassetti
rimbalza sugli spigoli
s'annida negli anfratti
dai comodini
alle spine
fino a dirmi i tuoi non detti.

Rimbalza su ogni istante
in cui lei è stata qui
tra le tue braccia
godente.

Sì lo so.
Forse,
non significa niente.

E sapere
che io proprio
ti ho spedito
laddove tu hai deciso
fatto ardito
col tuo corpo
che io amo
che io tocco
ogni volta
come fosse 
instancabile
eterno
irrinunciabile
rito.

Brucia la pelle
a contatto
col mio letto.
Che mio non è,
ma tuo.
Che mio non sei,
ma suo?

E tutto questo
sapendo
che son io
che l'ho voluto.

Il contrappasso
che accetto
che merito
che ammetto
che persino

riesce a darmi aiuto. 

venerdì 4 ottobre 2013

La mia ottima risposta

0.

E' la febbre ora a parlare
nella notte monta e sale
non so quanto avrà da dire
ma la devo far partire.

Mi permetterà di dirti
come ancora so sognarti
e svegliarmi in preda al gelo
perchè al buio io disvelo
quel che so, e non son parole:



1.

Le mie mani tu volevi
i sorrisi e i passi lievi
le carezze sulle spalle
i sorrisi, e niente folle.
E lo so che tu sapevi
che sarebber state grevi
queste ore mie in tua assenza
per carenza di semenza.

Ma io imparerò pazienza.


Il comprendere il silenzio
il donarti il mio consenso
l'abbracciarti a tarda notte
coccolarti ancora, e forte.
Scivolare le mie dita
sulla tua fronte patita
dai pensieri turbinosi
dei moventi fumettosi.

Le tue mani, che mai posi.


Dentro il clandestino il sole
trovo a stento e non mi vuole,
non più posa la tua mano
sul mio sangue, e il fiato, invano,
cerca ancora di far breccia.
Ma se il tuo sentire intreccia
folti rovi in mezzo al bosco
io col mio parlare fosco
non so farmi ora più strada
per cui come vada vada.

Che ci accada quel che accada.


"Il silenzio tuo mi uccide"
dice Colpa, che qui scrive:
"Me lo sono meritato?
Troppo male, eh un' va cercato".
Ma aspettando qui io soffro
sempre attendo che il tuo rostro
mi dilanii disperato
perchè non ti ho più cullato.

E se mai fosse esistito?
Se non tritassi più il ritrito?


2.

Me lo scordo il mio passato!
e quanto è lungo il mio peccato
del pensarti malandato
quando tu dal cuor m'hai amato.

Meglio vivere il presente!
dove non mi manca niente
tranne te, chè ho qui a portata
la mia libertà dannata.

Mi si dice
che, in effetti,
non son proprio dei difetti
esser come si è poi nati
esser liberi e smodati
lasciar tutto un poco in giro
dormir molto come un ghiro
dare spazio anche agli amici
farsi qualche giro in bici
rincasare da ubriachi
chieder baci, e fiori, e baci.

Mi si dice,
-son discorsi-
che eravamo a degli opposti
che siam stati veri mostri
a resistere sì a lungo
quando il modo in cui io fungo
è diverso assai dal tuo:
il tacere è il tuo gran regno
le cicale a me dan pegno;
è l'azione che ti guida
la parole mia si fa grida.

Ma una cosa ci è rimasta,
ed a quella dire basta
non mi riesce, è come morte
che ti prende anzi la sorte:
non è il sogno,
nè è abitudine,
non è neanche l'inquietudine,
non è il tempo che è passato,
non è il senso del peccato.

Questo è morto, deve farlo.
Non ha senso rivangarlo.
Ci corrode dall'interno,
e non passerà l'inverno.


3.

E' quel senso più ulteriore
dietro a luna, a vento, a sole:
completarci le parole
farle forti, farle nuove.

Io lo so che meglio muta
mi vorresti, perchè aiuta
la distanza. L'ho voluta.

Ma stavolta ne fo arte;
come vedi, ne sei parte.

Senza te, o con te,
ti scrivo.
Sì, per quanto tu sia schivo.

Spero che ci incontreremo
in un unico terreno
che poi entrambi bazzichiamo
ma che ancora non battiamo
all'unisono col passo
per trovare un nuovo amplesso.

E' tra i libri che ti voglio
lì che l'energia rivolgo
perchè amarti sulla carta
è qualcosa che mi manca.

Mi potrai far migliorare?
Con le critiche aiutare?
E mi ascolterai se dico
che quel rigo è storto obliquo?
La potremo ancor curare
l'edizione che perfetta
abbia tutto, abbia anche dentro
il buon senso della fretta?

4. 

Rincontrarci tra le pieghe
tra le pagine e le righe
delle lettere vergate

è l'amor che resta in giostra:
la mia ottima risposta.

Reprise in sunrise


Questa notte scorre lenta,
il silenzio m'arroventa.
Che darei per tue parole
(sono arte, son pistole)
Che darei per le tue mani
(sono i veri melograni)
Che darei per il tuo amore
(troppo lente, queste ore).

Non sei più il mio fidanzato


Non sei più il mio fidanzato
pure, ieri mi hai baciato
mi hai sorriso, mi hai guardato.
Ma non sei più il mio fidanzato.

Non sei più il mio fidanzato
e ora che tu l'hai pensato
è realtà, mi spezza il fiato.
Più non sei il mio fidanzato.


Me l'avevi anche pur detto
che non risortiva effetto
richiamarti nel difetto
del mio amor che t'ha interdetto.

Questo orgoglio ti difende,
l'ambizione mai s'arrende:
"che ci fai qui, lemme lemme?
(hai voluto levar tende!)"
"quanto resti, quando vai?
(forse mi porterai guai!)"
"noi ce la faremo ancora
(resta sempre, o vai via ora!)"

Ho saputo, sì l'ammetto
adagiarmi al tuo intelletto
fino a perdere l'affetto
e far il tuo amor negletto.

La dolcezza ti difende,
muta in rabbia e non s'arrende:
"ora sì, sii tu migliore, 
(perchè mi hai spezzato il cuore!)"
"l'hai voluta, gelosia,
(perchè non sei stata mia!)"

L'ho voluta, e me l'aspetto,
tuo diritto che rispetto.
Già m'immagino e sospetto
quel che avviene nel tuo letto. 

Non considero un possesso
il mio chiedere il tuo sesso:
lo considero il respiro
-di un amore ancora vivo-
ora sì, sii tu beato
-nel mio orecchio un altro fiato-
l'ho voluto, sii (in)fedele
-nel mio letto scorre il fiele-

Ho ballato a fondo letto
non sol per sedurti, è certo.
Non è l'atto che mi aspetto
ma al tuo occhio bene accetto

il mio essere, all'intero,
che si rivestiva in nero:
"mi hai insegnato i tuoi colori"
<<(senza quelli, adesso, muori)>>
"non mi hai mai portata a cena"
<<(non sei sazia, ancora, iena?)>>
"non rispetti le esigenze"
<<(le tue luride 'esperienze'?)>>

Il tuo oroscopo ha predetto
quel che a me era un tuo difetto:
non saper metter nel detto
il tuo amor, che è tutto un dato:

non sei più il mio fidanzato.