Agli amanti che ho avuto
che siedono accanto a me in macchina
che in piedi osservano su balaustre
con me paesaggi d'ogni stagione
indicando a dito ancora
quel che avremmo potuto vedere.
Ai fantasmi tiepidi,
al loro peso sul cuscino.
alla loro impronta sul ribaltabile,
ai loro occhi socchiusi
ed alle mani salde a prendermi.
Almeno in intenzione.
Alle paure durate anni,
al sentimento di inappartenenza.
Ai prati che ho percorso da sola,
cantando.
A quella sigaretta che mi ha convinto
a cambiare rotta.
Alle strade che cambiano
rumore e colore
perché il tempo ne ha lavato via i ricordi
lasciando in campo solo il tempo presente.
Alla libertà che mi dedico
e all'amore che so darmi
mentre i fantasmi, da lungi,
ancora e nel mio cuore,
mio malgrado mi sorridono.
Maria Montiesque
sabato 12 settembre 2015
sabato 8 marzo 2014
E mi piaceva parlare d'amore
E mi piaceva parlare d'amore,
quando era sera, finite le ore
dirsi le cose accadute quel giorno
dirsi che sempre s'aspettava altrui ritorno
dirsi che i baci non erano abbastanza
dirsi che il cielo era tutto in quella stanza
dirsi che fuori, nel mondo inabitato
non c'era che il dolce pensiero dell'amato.
E mi piaceva sorrider d'imbarazzo
su un complimento, una carezza, o anche sto cazzo
piegare il corpo, nascondere il mio viso
dentro al tuo petto, di casa e sesso intriso.
E mi piaceva quella tua timidezza
considerare un mio tuo elogio una stranezza
e l'abbassarsi dei tuoi occhi illuminati
come se allora, in quel momento, fosser nati
dalle parole mie spontanee e non raccolte.
Me le conservo, io, tutte quelle volte
che la tua bocca mi ha detto che ero bella,
che la tua voce mi disse che non stella
bensì la luna, io ero, in tua visione.
Me lo ricordo quando solo l'emozione
guidava mani, sorrisi e passi falsi
dei miei piccini e ingenui piedi scalzi
su fiumi d'erba, o sabbie, o primavere.
Vorrei parlar d'amor con te,
tutte le sere.
quando era sera, finite le ore
dirsi le cose accadute quel giorno
dirsi che sempre s'aspettava altrui ritorno
dirsi che i baci non erano abbastanza
dirsi che il cielo era tutto in quella stanza
dirsi che fuori, nel mondo inabitato
non c'era che il dolce pensiero dell'amato.
E mi piaceva sorrider d'imbarazzo
su un complimento, una carezza, o anche sto cazzo
piegare il corpo, nascondere il mio viso
dentro al tuo petto, di casa e sesso intriso.
E mi piaceva quella tua timidezza
considerare un mio tuo elogio una stranezza
e l'abbassarsi dei tuoi occhi illuminati
come se allora, in quel momento, fosser nati
dalle parole mie spontanee e non raccolte.
Me le conservo, io, tutte quelle volte
che la tua bocca mi ha detto che ero bella,
che la tua voce mi disse che non stella
bensì la luna, io ero, in tua visione.
Me lo ricordo quando solo l'emozione
guidava mani, sorrisi e passi falsi
dei miei piccini e ingenui piedi scalzi
su fiumi d'erba, o sabbie, o primavere.
Vorrei parlar d'amor con te,
tutte le sere.
giovedì 30 gennaio 2014
Tonight, tonight
Tonight me and my soul,
are so totally alone
for my new-born love sleeping
for my old love still gone.
Don't pretend I don't need time
Don't ignore I need good
for two lovers in my heart
is an habit I doom.
I will always love him
who I said that I won't.
I will burn of desire
while I'm scared that,
expired,
I will talk with my regrets,
with my grims and my soul
in its deepness,
forever,
forever,
alone.
are so totally alone
for my new-born love sleeping
for my old love still gone.
Don't pretend I don't need time
Don't ignore I need good
for two lovers in my heart
is an habit I doom.
I will always love him
who I said that I won't.
I will burn of desire
while I'm scared that,
expired,
I will talk with my regrets,
with my grims and my soul
in its deepness,
forever,
forever,
alone.
Isola, unisce. (5.1.2014)
Non voglio l'arroganza
dei miei discorsi vuoti
se mi son ritirata
da amplessi ormai a me noti.
E' il segno di un addio
che ancora non ho detto
la lacrima cresciuta
nel letto del mio letto.
Ti voglio, e vorrò sempre
accanto a me la notte
eppure ora mi sento
come se troppe botte
avessi preso al cuore
da te, che non volevi
e mentre sono in fuga
dal sole che tu eri
mi sento di bruciare
la terra sotto ai piedi
se dai miei occhi i tuoi
per sbaglio adesso levi.
Ma non è questo il tempo,
non è, del nostro amore.
Mi s'è mutato argento,
quell'oro del mio cuore.
dei miei discorsi vuoti
se mi son ritirata
da amplessi ormai a me noti.
E' il segno di un addio
che ancora non ho detto
la lacrima cresciuta
nel letto del mio letto.
Ti voglio, e vorrò sempre
accanto a me la notte
eppure ora mi sento
come se troppe botte
avessi preso al cuore
da te, che non volevi
e mentre sono in fuga
dal sole che tu eri
mi sento di bruciare
la terra sotto ai piedi
se dai miei occhi i tuoi
per sbaglio adesso levi.
Ma non è questo il tempo,
non è, del nostro amore.
Mi s'è mutato argento,
quell'oro del mio cuore.
sabato 25 gennaio 2014
Ode al tuo corpo
Ode al tuo corpo, di serica bellezza
lo qual si piange della sua pulchritudo
la qual si svela quand'ei ved'io ch'è nudo
scevro e disteso, disceso d'altra altezza.
Strette le braccia gl'insinuan la coscienza
mina il pensiero l'esiguità del petto
giammai si mostra, se non ne sia costretto
per un suo usato principio di verguenza.
Come potrà, se la mia lingua tace,
aver per certo che ciò che a me più piace
sta proprio in questa sua efebica fattura
e che 'l mio amor, che da sì a lungo dura
forte ha passione di sua siffatta face?
Altro non ho che il bacio mio sia edace.
lo qual si piange della sua pulchritudo
la qual si svela quand'ei ved'io ch'è nudo
scevro e disteso, disceso d'altra altezza.
Strette le braccia gl'insinuan la coscienza
mina il pensiero l'esiguità del petto
giammai si mostra, se non ne sia costretto
per un suo usato principio di verguenza.
Come potrà, se la mia lingua tace,
aver per certo che ciò che a me più piace
sta proprio in questa sua efebica fattura
e che 'l mio amor, che da sì a lungo dura
forte ha passione di sua siffatta face?
Altro non ho che il bacio mio sia edace.
mercoledì 4 dicembre 2013
Cervello al limone - con contorno di cuore-
Prendi un uomo
(Bellissimo)
Fallo biondo e poi moro.
Hai una mano
(Dolcissima)
A scivolar su di loro.
Prendi gli occhi
(Fortissimi)
Che sian chiari e di ghiaccio.
Prendi un sogno
(Lunghissimo)
In cui io, sola, taccio.
Condire il tutto con una voglia indiscussa
di regalare più d'una rosa rossa.
(Bellissimo)
Fallo biondo e poi moro.
Hai una mano
(Dolcissima)
A scivolar su di loro.
Prendi gli occhi
(Fortissimi)
Che sian chiari e di ghiaccio.
Prendi un sogno
(Lunghissimo)
In cui io, sola, taccio.
Condire il tutto con una voglia indiscussa
di regalare più d'una rosa rossa.
sabato 23 novembre 2013
Lingering
La mano scende
s'allarga il petto
la schiena trema
la gola sta
Si chiudon gli occhi
la mente scema
la bocca schiude
il cuore va
s'allarga il petto
la schiena trema
la gola sta
Si chiudon gli occhi
la mente scema
la bocca schiude
il cuore va
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